Comuni in rosso e derivati: ventisette miliardi di euro in fumo?

9 09 2009

Sì, è vero, qui non si parla di photored e simili. Però forse qualcosa c’azzecca e conviene tenerne conto. Sergio Rizzo (buon indagatore e compagno di banco di Gian Antonio Stella) riassume il debito contratto da centinaia di comuni italiani con i derivati bancari, tossici strumenti di indebitamento coatto. In qualche modo debbono pur uscirne…

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Qualche mese fa la Corte dei conti, in un rapporto rimasto sostanzialmente ignorato, ha tracciato un quadro devastante. I Comuni che hanno contratti con le banche potenzial­mente tossici sono 737. Oltre a 40 Province e 13 Regioni. Il debito complessivo dei Comu­ni con i prodotti derivati è di 27,2 miliardi: 1.429 euro per ognuno dei 19 milioni 75.781 abitanti compresi in quei territori. A precisa richiesta, il 52,5% di quegli enti locali, vale a dire 387 su 737, ha risposto che a luglio dello scorso anno ipotizzava di subire perdite. Po­ca roba, per i 7 milioni 81.940 abitanti dei Co­muni che rischiano: 69 milioni in tutto. Un euro ciascuno. Ma siccome è una previsione degli stessi Comuni, è chiaro che si tratta di una cifra ampiamente sottostimata. Due mesi fa il presidente della Corte dei conti, Tullio Lazzaro, ha spiegato che con l’in­troduzione dei derivati nella finanza locale si è registrato su una massa di debito di 5 mi­liardi un maggiore costo di 126 milioni. [vai all'articolo]



Manfredonia: tutti rimossi

8 09 2009

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”Oggi tutte le apparecchiature Photored F17A installate nel Comune di Manfredonia sono state rimosse perche’ ritenute illegittime, e sostituite con altri dispositivi”. A darne notizia e’ il Movimento consumatori di San Severo&Foggia, che reputa l’avvenimento ”un’altra importante vittoria conseguita dalla nostra associazione”. ”Abbiamo conseguito questo importante risultato che ribadisce l’impegno del Movimento consumatori a tutela dei cittadini, facendo valere, nelle forme e nei modi prescritti dalla legge, i diritti dei Cittadini, rappresentandoli presso organismi pubblici e privati” dice l’associazione.
Lo scorso gennaio il Movimento consumatori di San Severo&Foggia, a seguito di alcune migliaia di segnalazioni pervenute da automobilisti, ha promosso azioni a tutela degli interessi collettivi contro i Photored, invitando tutti gli automobilisti multati a rivolgersi alla sezioni dell’associazione piu’ vicine, per inoltrare i ricorso alle multe al Prefetto di Foggia
.[vai all'articolo]



Sabato 5 settembre: tutti in Tribunale a Treviso

4 09 2009

Giorgio Marcon torna alla carica.
Questa volta con un cd-rom ed una presentazione presso il Tribunale di Treviso, sabato 5 settembre ore 11.00. Sarà occasione, secondo Marcon, per rivelare importanti contenuti legali dell’azione (non legale) evidenziata a carico di alcune PA dalla procura di Verona: ad esempio truffa in pubbliche forniture, falso, abuso di potere, e altri.
Ecco il comunicato stampa giunto fresco fresco.

Il Coordinamento Nazionale per la Sicurezza a 360° e l’Unione Nazionale Consumatori, indice conferenza stampa sabato 5-09-2009 all’ingresso del Tribunale di Treviso alle ore 11.00, vi verrà consegnata la documentazione attestante quanto emerge nel comunicato.

Oggetto: Ciclone Photored – T-Red, novità importanti in attesa del rinvio
                 a giudizio.

In attesa del rinvio a giudizio di innumerevoli persone, divulghiamo alcune novità importanti.

Le centinaia di Magistrature interessate del caso Photored – T-Red, hanno a disposizione un cdrom con tutta la documentazione dimostrante i capi di imputazione dichiarati alla stampa dagli inquirenti di Verona, che vanno, dalla truffa in pubbliche forniture, falso, abuso di potere, e altri.
La documentazione, importante all’interno del cdrom, che inficia tutti i rilievi, in violazione all’art. 11 e 12 del CDS, configura i reati di falso e abuso di potere da parte di Pubblici Ufficiali, nei verbali notificati agli ipotetici trasgressori dichiarano che tutte le operazioni per la violazione venivano effettuate e visionate dal responsabile del procedimento, invece risulta in modo inconfutabile e documentabile che tutte le operazioni di scelta venivano eseguite da personale non autorizzato e non certo dal pubblico ufficiale in violazione all’art. 11 e 12 del CDS, ribadito anche dall’ultimo Decreto Ministero degli Interni Ministro Maroni.

I fatti più paradossali che determinano, non solo il malfunzionamento dei rilevatori di infrazione, ma anche la non certezza dell’infrazione medesima, è che dalla prima “cernita” delle foto dell’ipotetica infrazione, lo scarto era del 49%, il rimanente “discutibile”.

Ma non finisce qui, tutte queste apparecchiature, dovevano entrare in funzione dopo un tempo prefissato della luce rossa, questo tempo in realtà, era di qualche millesimo di secondo, ma nei Decreti di omologazione il tempo di ritardo in cui il rilevatore di infrazione doveva entrare in funzione, è molto più congruo, dai 500 millesimi di secondo ai tre secondi, in base alla configurazione dell’intersezione. (doc. allegato) il tutto in deroga all’art 41 comma 10 del CDS, che cita: con il giallo ti devi fermare, salvo essere impossibilitato a farlo per questione di sicurezza e spazio di fermata, e devi liberare l’intersezione in tutta sicurezza (con il giallo), il comma 11 invece cita: con il rosso non deve esserci nessun autoveicolo all’interno dell’intersezione, è chiara la deroga del comma 10: liberare l’intersezione in sicurezza ma con il giallo.
Ora analizziamo tutte le foto inviate agli ipotetici trasgressori, quante sono le reali contravvenzioni, quasi tutte vengono determinate le infrazione di qualche millesimo di secondo, inviate in abuso di potere e in difformità al CDS e alla “ipotetica omologazione” e alla installazione difforme all’omologazione.

L’omologazione, pare secondo alcuni sia al completa, pare che il documento inviato ai Comuni dal Ministero, dichiarante che il “box” non necessitasse l’omologazione.
Giusta affermazione che il box non necessitasse dell’omologazione, ma quanto conteneva al suo interno si, il Ministero l’ha già chiarito, manca l’omologazione, l’omologazione è solo parziale, lo dichiara anche la Quinta Commissione dei Lavori Pubblici. (allegato).
Per quanto riguarda, il dissequestro, dalla sentenza di Milano e Venezia, emerge che non essendoci più possibilità di inquinamento di prove già sufficientemente acquisite, si rinvia il tutto al dibattimento e cioè al processo (con i rinvii a giudizio). Il dissequestro basato pure sulla perizia di parte di due docenti universitari, fa acqua da tutte le parti, esempio importante: definiscono un ingresso I-O software, ma anche un bambino sa benissimo che un I-O è un interruttore e un interruttore è hardware, anzi è una componente elettromeccanica. E’ definire un interruttore della luce “software”, ce ne vuole di fantasia. (documento).
Ora con il Cdrom, i Giudici hanno a disposizione tutti gli elementi che configurano i reati e gli elementi per definire illeciti tutti i rilievi effettuati con tutte le strumentazioni a rilevazione automatica.
Ma non è ancora finità……. Il tutto a sabato 05-09-09

Cordiali Saluti.



Riassuntino by ADUC

4 09 2009

L’ADUC riordina le idee e schematizza un po’ di cose circa sicurezza stradale e attività di prevenzione. Vale la pena leggere

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Il Ministero dell’Interno ha recentemente pubblicato una Direttiva (del 14/8/09) allo scopo di migliorare la sicurezza stradale e diminuire il numero di incidenti causati da eccessiva velocita’. Tra le altre cose, la Direttiva detta istruzioni operative per l’utilizzo degli apparecchi di rilevazione della velocita’, si’ da regolare, uniformare ed ottimizzare le attivita’ di controllo.
Si tratta di una sorta di “riassunto” di tutte le norme esistenti sul tema, che qui riportiamo con nostre integrazioni, anche giurisprudenziali.

APPARECCHI RILEVATORI DELLA VELOCITA’
Possono essere fissi o mobili, e rilevare la velocita’ istantanea o media (tutor). Devono essere approvati (omologati) dal Ministero dei trasporti.

I fissi sono solitamente omologati per il funzionamento automatico senza la presenza dei vigili, e possono essere installati solo su determinate strade (vedi piu’ avanti).
Per i mobili presidiati o utilizzati direttamente dalla polizia non ci sono particolari limitazioni, li si puo’ trovare su qualsiasi strada.

Gli apparecchi di misurazione della velocita’ non sono soggetti a taratura periodica in senso tecnico, poiche’ la normativa (legge 273/91) riguarda soltanto i controlli metrologici effettuati su apparecchi di misura di tempo, distanza e massa.
Devono pero’ essere sottoposti a controlli di funzionalita’ con periodicita’ precisata dal costruttore nel manuale d’uso. Sia per gli apparecchi fissi che mobili il controllo deve comunque avvenire come minimo con cadenza annuale, da parte del costruttore -se abilitato- o dai centri di taratura.
[continua l'articolo]



Chisso ripete

4 09 2009

Dal sito della Regione Veneto

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“Rimango convinto che la regolazione dei semafori debba rispondere per prima cosa ad esigenze di sicurezza e non possa essere uno strumento per fare cassa”. Lo ribadisce l’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso, replicando ai commenti conseguenti al test effettuato dalla rivista “Quattroruote”, secondo i quali basterebbe un “giallo” della durata di 3 secondi, al massimo 5 per gli incroci più complessi. In Veneto invece è stata inviata ai Comuni una “nota di indirizzo”, in pratica una direttiva, che suggerisce di adottare durate del giallo “adeguate a criteri oggettivi di sicurezza e comunque non inferiori a 8 secondi”.
“Abbiamo ad un tempo voluto chiarire una incertezza normativa sulla durata del giallo, attualmente non determinata; evitare la possibilità di “inganni” sulle cosiddette “multe differite”; dare maggiore sicurezza a situazioni di incroci a raso. Gli otto secondi non sono un numero a caso, ma determinato sulla base di analisi effettuate dai nostri uffici tecnici e quelli di Veneto Strade per stabilire un tempo che non lasci adito a dubbi di alcun genere”.
“Tre secondi sono parsi davvero pochi nella generalità dei casi di semafori posti all’incrocio di grandi direttrici, specie in casi di svolta che porta al formarsi di code il cui esaurimento richiede più tempo della durata del giallo stesso. Cinque era il minimo. Otto è prudenziale, almeno per i semafori (quasi tutti) che non segnalano il tempo di durata dei diversi colori, che stanno dimostrando la loro validità. Come amministratore io devo tenere conto di tutte le evenienze e soprattutto puntare a limitare il numero e l’entità degli incidenti. Lo faccio migliorando le infrastrutture stradali, con campagne di persuasione alla guida consapevole e anche con semafori che non creino dubbi dell’ultimo momento. E se le multe sono doverose, non è il caso di creare occasioni di infrazione pensando alle casse locali, ma di eliminare ciò che può limitare la sicurezza”. [vai all'articolo]



Siamo gli unici in Europa a mettere a bilancio gli introiti da multe

28 08 2009

E ti pareva se non ci distinguiamo. Italia paese di poeti, naviganti e amministratori. In nessun paese d’Europa i sindaci fanno i ‘preventivi di bilancio’ ordinando ai propri vigili di raggiungere certi ‘obiettivi’ o ‘tettio monte multe. E poi, una volta raggiunti, che fanno i vigili? Avranno mica i benefits? Vincono forse i premi alle Maldive? In spiaggia con la paletta di traverso nel costume, le pinne bianche e blu, il fischietto al collo? Pensa  l’invidia dei colleghi che, mannaggia, non sono stati capaci di appioppare tante multe quante le loro…

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C’è voluto uno scandalo di proporzioni bibliche come quello delle multe false legate ai semafori truccati per fare crollare tutta l’impalcatura che reggeva fino a ieri il sistema delle contravvenzioni in Italia. Eppure la rivoluzione è arrivata e pone fine a una discutibile commistione fra interessi pubblici e privati, messa in piedi paradossalmente in nome della sicurezza stradale. In nessun altro Paese d’Europa infatti i Comuni possono mettere a bilancio i proventi delle contravvenzioni da limiti di velocità come da noi, spingendo poi i comandanti delle municipali a "rispettare" quella stima economica. Come? Decidendo in modo astuto il posizionamento, più o meno occulto, degli Autovelox. E in nessun altro Paese nella Ue i sistemi di controllo elettronico della velocità potevano essere gestiti da ditte private, senza nessun rendiconto sulla propria attività.[vai all'articolo]

 



Hai capito l’Elena Poma? Strizza o che?

28 08 2009

La sindachessa va un po’ a Canossa. Come mai?

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Il sindaco di Stezzano Elena Poma interviene in merito all’invito di Federconsumatori a “dare un freno al rosso stop”. Il primo cittadino conferma quanto già dichiarato: non riattiverà più l’impianto t-red, anche dopo un eventuale dissequestro della magistratura, che ancora non c’è stato. Ma soprattutto dice: “Se trovassi una norma in grado di salvaguardarmi da una qualsiasi azione di responsabilità della Corte dei Conti rimborserei i multati. Attualmente non ho gli strumenti per farlo. Ma se mi sentissi tutelata dalla legge lo farei, perchè ci sono tanti cittadini che se lo meritano e che la precedente Amministrazione non aveva voluto ascoltare”. Lo stesso sindaco Poma, che chiede a Federconsumatori un aiuto nella ricerca di una soluzione giuridica, sa che resterebbe comunque un problema economico. Tra il 2007 e il 2008 i bilanci del Comune di Stezzano prevedevano circa 900 mila euro di incasso in multe; 385 mila euro nel 2009, in buona parte stralciati visto il sequestro del rosso stop. Restituire i soldi vorrebbe anche dire creare debiti fuori bilancio. Intanto sono scomparsi anche i cartelli che indicavano l’esistenza del T-Red.[vai all'articolo]



Omicidio a semaforo rosso

27 08 2009

Multate e multati,
se intendete assassinare qualcuno tenete in mente la mappa dei photored attorno a voi. A Como pensano di  beccare un omicida scaricando il filmato dal semaforo e controllando se nella fuga è passato con il rosso. Che faccia ricorso, nel caso?

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Nessuna indicazione dal telefono cellulare. Meno ancora da quello dell’abitazione. Buio totale dalle telecamere posizionate lungo la statale Regina, vale a dire la via di fuga dello spietato killer.
E così dopo quattro giorni, di fatto, le indagini per l’omicidio di Antonio Dubini, imprenditore di 67 anni accoltellato a morte sabato pomeriggio a pochi passi dal cancello del residence di Carate Urio in cui viveva con la moglie, ripartono quasi da zero.
Un salto all’indietro dopo che tra domenica e lunedì i carabinieri del reparto operativo di Como sembravano aver imboccato – pur nel riserbo assoluto che circonda la vicenda – una direzione abbastanza precisa.
Invece niente. O forse davvero pochissimo.[vai all'articolo]



E’ finita la pacchia?

22 08 2009

Multate e multati,
Maroni dà un giro di vite alla metodologia con la quale i Comuni amministrano autovelox e photored. Nel senso che ad esempio non potranno essere dati in appalto a ditte private (uao, con calma eh?) e, nel caso degli autovelox, i vigili non potranno appostarsi nascosti (uao bis).
Leggiamo queste conquiste di civiltà
 

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Addio a pattuglie nascoste con l’Autovelox. Massima tutela della privacy e addio soprattutto alla gestione dei sistemi elettronici di rilevamento di velocità da parte di società private. Queste le rivoluzioni imposte dalla nuova direttiva del ministero dell’Interno, emanata proprio oggi.

Ma c’è dell’altro: i Prefetti avranno ora il compito di monitorare sul territorio il fenomeno della velocità e di pianificare le attività di controllo in modo da evitare duplicazioni e una gestione degli autovelox volta solo a fare cassa. In particolare, i Prefetti dovranno individuare i punti critici per la circolazione dove si registrano più incidenti (con riferimento al biennio precedente) e a quel punto dovranno mettere a punto un sistema per controllare la velocità.[vai all'articolo]



Lo sequestro, non lo sequestro, lo sequestro, non lo sequestro…

4 08 2009

Multate e multati,

primo dissequestro per i T-red. succede a Pieve Emanuele, nel Milanese. Questa ed altre decine di apparecchiature erano state sequestrate su ordine della Procura di Verona. Oggi il procuratore milanese Robledo pare decidere in direzione opposta. Nel mezzo ci sono una sessantina di indagati fra i quali molti esponenti delle pubbliche amministrazioni, e gli orami arcinoti Raoul Cairoli e Stefano Arrighetti (anche quest’ultimo in un primo tempo incarcerato e poi liberato). Delle due l’una: o qualcuno degli inquirenti (veronesi o milanesi) ha preso un abbaglio colossale oppure siamo di fronte all’ennesima soluzione all’italiana dove, a fronte di danni maggiori di quanto ci si aspettasse, si trova la soluzione politica.

Fonte
Il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo ha dissequestrato il T-red di Pieve Emanuele, uno dei cosiddetti semafori intelligenti disseminati in oltre 60 comuni di tutta Italia ai quali la magistratura di Verona aveva messo i sigilli lo scorso gennaio e poi trasmesso per competenza gli atti alle varie Procure. Il T-red dissequestrato nell’hinterland milanese, che è in realtà un sistema per rilevare le infrazioni commesse dagli automobilisti agli incroci, è il primo che presto ritornerà sulla strada. Robledo, che sta concludendo le indagini su un giro d’appalti legato ai T-red, ha accolto l’istanza presentata dal Comune di Pieve Emanuele, rappresentato dall’avvocato Andrea Fares, alla quale era stata allegata una consulenza tecnica di due professori del Politecnico di Milano con la quale si sosteneva che non c’era difformità tra gli impianti di rilevazione automatica delle infrazioni semaforiche installati e il prototipo omologato dal ministero.[vai all'articolo]

 



Il semaforo ed il foto ritocco: quando la sicurezza stradale si…trucca

30 07 2009

Multate e multati,

chi pensava che Photoshop servisse solo a ritoccare le rughe o asfaltare folte capigliature presidenziali non si stupirà nel vedere che potenzialmente può tornare utilissimo nel modificare un colore (e la sua posizione) passandolo dal giallo al rosso, al verde etc..
Qualsiasi smanettone ve lo fa in un battibaleno. Avere i permessi e la possibilità di farlo è cosa più ardua, ma non nel caso dei photored& C dove pare che il sistema fosse collegato in remoto via Adsl e che quindi sapendo login e pass vi si potesse accedere da qualsiasi parte del pianeta.
 
A questo punto direte:" mbeh? è giusto che un vigile – ad esempio – possa entrarci per verificare."
Pare però (l’inarrestabile Giorgio Marcon fornisce molti particolari) che nel sistema fosse installato un software grafico di video ritocco di cui non si comprende bene utilizzo o necessità. (Ehi…a proposito, di foto ritocchi Giallofastidio ne aveva riportato qui ed anche qui.)

E pare anche che a Vittorio Veneto (Giudice di Pace Bottoli) si voglia fare un confronto fra le foto scattate IN ORIGINALE dalle mecchinette e quelle recapitate dal sistema ai vigili e poi all’automobilista ora in causa. Vi fossero delle differenze sarebbe grave. Molto grave.
Teniamo poi presente che se ritocco vi fu, anche senza confronto qualsiasi grafico esperto potrebbe svelare il trucco analizzando il file. Non siamo di fronte ad immagini che hanno fatto Storia come i Russi a Berlino, gli americani a Iwo Jima o Noemi Letizia durante la propria festa di compleanno.

Questa storia è molto più semplice e di certo se qualcuno ha ‘ritoccato’ non avrà fatto un lavoro eccellente.

Fonte
Vittorio Veneto – Un nuovo tassello si aggiunge al puzzle della vicenda giudiziaria che ha investito automobilisti multati, Comuni e costruttori di photored.
Oggi è stata discussa davanti al Giudice di Pace di Vittorio una decina di ricorsi contro le multe spiccate grazie agli impianti di rilevazione più odiati dai conducenti di ogni mezzo. Tra gli altri uno che vedeva come “difensore” Giorgio Marcon, consulente tecnico dei comitati che riuniscono i cittadini multati.[vai all'articolo]

 



I soldi in Comune

30 07 2009

Cominciano le proteste. La legge al vaglio impone l’incasso di alcune contravvenzioni NON ai Comuni e questi si lamentano. E’ sempre una questione si soldi, inevitabilmente. Però forse il succo della legge sta nel togliere o limitare il rapporto perverso fra alcune Amministrazioni comunli e l’uso non solo del proprio corpo di Vigili, ma soprattutto delle strumentazioni quali autovelox e photored allo scopo di ‘far cassa’. Ecco, su questo i Comuni non sembrano sentirci molto.

C’è anche l’idea di ‘Comune virtuoso’ premiato dalla Provincia che va comunque considerata…

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Scatta il semaforo rosso contro il decreto sicurezza. I sindaci dei piccoli comuni non ci stanno al passaggio di competenze dai Comuni alla Provincia per l’incasso delle contravvenzioni comminate dall’autovelox, così come prevede la normativa approvata alla Camera (ma deve ancora passare al Senato per diventare legge). Prime reazioni nel paese delle multe, Silvano d’Orba, 500 contravvenzioni in poche settimane nel 2007 e una battaglia legale contro il multavelox della Provincia. «Mi sembra un’assurdità – dice Giuseppe Coco, ex sindaco ed attuale consigliere comunale di maggioranza – se il Comune non potrà incassare, allora il vigile si preoccuperà di garantire altri servizi. Serve un controbilanciamento: la Provincia può sostenere un comune virtuoso, partecipando ad alcune opere di viabilità e sicurezza stradale».[vai all'articolo]

 



Semafori: seconda puntata

26 07 2009

Multate e multati,
seguiremo meglio questa notizia ma per ora leggetevi questo. Nuovi criteri di omologazione per i semafori ‘intelligenti’(scusate se si riportano anche gli autovelox ma visto che le truffe non hanno ‘confini’…)

Fonte
Prevista anche l’introduzione di criteri per l’omologazione dei semafori intelligenti. I proventi delle multe con autovelox vanno all’ente che è proprietario della strada e non più all’ente che ha effettuato l’accertamento. Nelle strade extraurbane, poi, l’autovelox non può essere posizionato oltre un chilometro dal segnale di limite di velocità. Gli accertamenti con autovelox da parte degli enti locali, poi, devono essere realizzati solo mediante strumenti di proprietà o acquisiti con contratto di locazione finanziaria, da utilizzare solo con personale dei corpi e dei servizi di polizia locale. [vai all'articolo]



UuuUUaargGGhhh!! Gianchy non c’è più…

24 07 2009

Multate e multati,

Giallofastidio è triste, oh come è triste. Giancar ci ha lasciato.

No, niente lutto, nè fiori, solo un’opera di bene.

Da qualche settimana l’anomimo Giancar interveniva sul blog commentando OGNI (ripetiamo: OGNI) singolo post in uscita. Alcune cose erano forse valide. Moltissime erano fuori dal tema del blog ( ovvero la truffa dei photored, le norme che li dovrebbero regolare, gli inquisiti) erano vaghe, non conclusive.

C’era però un che di morboso nell’attacamento a  Giallofastidio. Ci stava sempre dietro, ci seguiva, non ci mollava un istante.  Addirittura un inizio di corteggiamento ( oddio, un po’ sciatto ma va bene lo stesso ) quando è giunto a dire che siamo i più visibili fra quelli che parlano di photored&C.

Ci siam chiesti: che sia un pervertito? Uno stupratore seriale di blogs? Un Norman Bates che pugnala gli incauti naviganti vestito da donna? Un guardone virtuale esibizionista e sottodotato? Un molestatore di giovani espressioni della rete?

O forse era lo scherano di qualcuno. Succede, nel web, di trovare di questi personaggi che, mimetizzati dall’anonimato, più che una scaltra ed agile guerriglia sparano nel mucchio sperando di centrare qualcosa. Ed usano come munizioni un’accozzaglia di artifizi retorici con lo scopo dichiarato di colpire tutto e tutti ad ‘alzo zero’.

Ma noi abbiamo sempre messo fiori nei loro cannoni.

Una prece.

GF



Bassano del Grappa: gli 8 secondi di giallo ci stanno

23 07 2009

Multate e multati,

poco tempo fa la Regione Veneto consigliava ai comuni di prendere in considerazione una durata del giallo pari a 8 secondi.

Oggi alleghiamo due pareri richiesti dal Giudice di Pace di Bassano del Grappa (Vi) ad altrettanti ingegneri (ingegneri Pardo e Menegon) nominati quali Ctu e Ctp per la triste vicenda del semaforo di Romano d’Ezzelino (vicino appunto a Bassano del Grappa) che fu definito dal Corriere della Sera uno dei semafori più illegittimi del Veneto. Dai loro calcoli emerge una corrispondenza con la circolare della Regione.

D’altronde l’Ordine degli ingegneri di Vicenza era già intervenuto in materia.

Ma lasciamo parlare le carte:

CTP Menegon G. Balsamo – Romano

CTU Lucio Pardo G. Dioli – Romano

 



Un ritardo provvidenziale

21 07 2009

Multate e multati,

lo avevamo già detto ma giova ricordarlo. Il Ministero aveva a suo tempo informato gli addetti ai lavori del fatto che con un determinato tipo di photored (F17A) vige il fatto di far scattare l’apparecchiatura  dopo un ragionevole lasso di tempo dallo scatto del rosso. Il ragionevole lasso di tempo deve essere calcolato semaforo per semaforo e deciso con precisa documentazione stilata da chi quel semaforo lo amministra. Il motivo è chiaro: beccare chi passa con il rosso ‘pieno’ e soprattutto tenere in giusta considerazione ciò che il codice prevede in materia di sgombero dell’incrocio con luce gialla.

Ora: molti verbali sono accompagnati dalla foto del veicolo che appare ‘congelato’ con le ruote anteriori sopra alla linea bianca d’arresto. Questo fa pensare che la foto scatti pochi nanosecondi dopo il rosso se non in simultanea. Molte amministrazioni si sono difese adducendo il parere non legale del Cnr ma senza tenere in considerazione le diversissime variabili in gioco vuoi in riferimento al tipo d’incrocio vuoi al tipo di veicolo (capirai un T.I.R di 18 metri si comporta in modo un po’ diverso da una Fiat Duna) .

Superfluo ricordare che molte amministrazioni non sono in grado di produrre il calcolo del ritardo rispetto al rosso per la semplice ragione che non lo hanno fatto o, in alcuni casi, concedono con estrema fatica l’accesso agli atti.

A voi dedurre.

 



Non farti mandare da Liviana a prendere il latte

19 07 2009

Multate e multati,

dalla rassegna stampa raccolta sulla condanna della sindaca casearia Liviana Scattolon (sindaca di Villorba, Tv) a Saluzzoper una vicenda legata alle quote latte una riflessione fa capolino.

E’ stata condannata per ‘illecita gestione‘ (ed assolta per non aver commesso il fatto dalle accuse di associazione a delinquere, truffa, falso in bilancio ed emissione di false fatture). 

A parte il prevedibile ricorso in appello in cosa si è incagliata la nostra Liviana? In un aumento di  bilancio che non doveva fare, sembra. Su questo aumento i giudici evidentemente non hanno avuto dubbi. Nel leggere tutto ciò il ricordo  va ad un altro calcolo (che all’epoca fu chiamato ‘preventivo di bilancio’) di circa due anni fa. All’interno del Comune di Villorba. Ne aveva parlato Ezio da Re in un comunicato stampa diramato ai media e riferito alla questione photored. Eccolo qui.

Fonte
Otto mesi di condanna, con la sospensione condizionale della pena: Liviana Scattolon, sindaco di Villorba, è tra i 56 condannati nel maxi-processo di Saluzzo per una truffa sulle quote latte ai danni dello Stato e dell’Unione Europea. La Scattolon è stata condannata per «illecita gestione»: all’epoca dei fatti contestati era presidente del collegio sindacale della «Finanziaria Robusti», società, ora in liquidazione, che faceva capo all’ex europarlamentare della Lega Giovanni Robusti.[vai all'articolo]

RASSEGNA STAMPA

Corriere della Sera

La tribuna

Targato Cuneo

CIA Piemonte



Incasso da autovelox: non agli ‘accertatori’

19 07 2009

Succede a Rimini (ed anche a Lecce) ed è una notizia importante. Siparla di autovelox e non di photored ma nonostante questo Giallofastidio pensa che sia una cosa importante

Fonte
Rimini, 15 luglio 2009. GAME OVER. Fine della giostra. Basta coi Comuni che battono cassa a colpi di multe con gli autovelox. E lo fanno piazzando i letali apparecchi «salvabilanci» spesso in tratti di strada non insicuri, dove si mantengono limiti di velocità dell’epoca della Topolino.

«I proventi delle multe non vanno più all’ente che ha effettuato l’accertamento, ma a quello proprietario della strada». E’ una delle novità introdotte nel nuovo Progetto di legge sulla sicurezza stradale, licenzato tre giorni fa dalla Commissione Trasporti, che sarà votata alla Camera entro giovedì.[vai all'articolo]


 



L’è mica bischero ’sto Renzi

16 07 2009

A Firenze il neo sindaco solleva gli ausiliari. Troppe multe.

Fonte
ROMA – Ausiliari e multe? No grazie. Parte da Firenze la rivoluzione, dalla città più tartassata dalle contravvenzioni, dove ogni auto si ritrova il foglietto sotto il tergicristallo almeno tre volte l’anno. Il sindaco Renzi ha infatti emesso un’ordinanza che toglie agli ausiliari la possibilità di fare multe per divieto di sosta, spetterà d’ora in poi solo ai vigili urbani. Perché, dice, "non accetto l’idea di fare il bilancio comunale con le multe, le contravvenzioni servono per sanzionare comportamenti scorretti non per riempire le casse".
Una notizia rumorosa nell’Italia dei divieti dove vengono elevate due multe al secondo, più di 12 milioni e mezzo l’anno. Numeri che fotografano e raccontano il tempestoso rapporto tra gli indisciplinati automobilisti e i vigili. Ma soprattutto con gli ausiliari del traffico impegnati, su ordine dei Comuni, a sanzionare soprattutto posteggi abusivi battendo palmo a palmo i quartieri per lasciar liberi i vigili, quasi sempre sotto organico, di occuparsi di tutto il resto. Ausiliari capaci di fare in 80 150 mila multe a Torino nei primi sei mesi del 2009 mentre i 300 romani ne hanno elevate 300 mila nel 2008, i milanesi 9000 a settimana e i 70 palermitani 60 mila l’anno scorso.
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Taranto: con il semaforo ci fanno il bucato

15 07 2009

Si sono allacciati al semaforo e via, semaforo verde per televisiore, lavastoviglie e aria confdizionata. E tu paghi.

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Ippazio Stefàno è il sindaco di Taranto. Quando venne eletto, a furor di votanti, venne portato a spalle per le strade della città. Il popolo della sinistra radicale, dell’Udeur, del nuovo partito socialista e della diccì di sempre, festeggiava la fine di un’epoca di malcostume, di spese folli, di conti mai pagati, l’Ilva su tutti con quei tredici milioni di euro di Ici dimenticati, si fa per dire. Bene, Ippazio Stefàno ha ricevuto, sulla scrivania del suo ufficio in municipio, la bolletta dell’Enel: rispetto all’ultima fattura ci sono trecentocinquantamila euro in più da pagare. Uso e abuso di aria condizionata? Luminarie in eccesso? Asciugacapelli a manetta? Scaldabagno elettrico da caserma?

Niente di tutto questo. Trattasi di semafori. Consumano, quelli tarantini, che non potete credere, da un isolato all’altro si passa da trentatré a quarantasette euro e poi si sale a centoventotto, si cresce a centosessantasei, si monta a trecentosettantanove, si decolla a millenovantanove e, sempre più in su, allegria, si toccano i millesettecentoquarantotto euro, virgola settantacinque centesimi. Roba da Las Vegas nelle ore notturne o Parigi sempre, ma Taranto non ha casinò e nemmeno il Louvre.

Nel caso dei 1.748 e virgola, poi, nemmeno Totò avrebbe potuto immaginare quello che sembra accadere: infatti il semaforo in questione sarebbe quello collocato in via Nazario Sauro angolo via di Palma. Ho usato il condizionale perché in quel sito non esiste nessun semaforo. Il trucco c’è ma non si vede. Lino Banfi, che ha appena compiuto settantatré anni, racconta che quando arrivò il primo semaforo a Canosa, sempre in Puglia siamo, un vecchietto, sorpreso e incuriosito, commentò: «Hii, la pantiera luminosa!». A Taranto la bandiera sventola e alla grande.[vai all'articolo]

 




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